martedì 31 dicembre 2013

Biscottini allo yogurt, ricoperti di cioccolato e rum

Ho pensato di salutare il vecchio anno realizzando, per la pausa caffè del pomeriggio, dei biscottini facili, leggeri e buoni. Avendo in casa dello yogurt bianco da consumare, ho preparato una "pasta frolla allo yogurt", più volte da me utilizzata come base per crostate, presa da uno dei miei libri di cucina. La frolla in questione, non richiede tempi di riposo, quindi...
"gnam gnam" subito o parafrasando... "cotto e mangiato"!

Ingredienti per circa 30/40 biscottini (dipende dalla dimensione delle formine)

lunedì 30 dicembre 2013

Polpettone di carne con verdurine

Quello che vi propongo oggi è un "secondo piatto", con contorno, semplice e leggero: polpettone con verdurine!



Ingredienti per il polpettone
  • 400 g di macinato di vitello
  • 1 uovo intero e 1 tuorlo
  • parmigiano q.b.
  • sale q.b.
  • prezzemolo e aglio (facoltativi)
  • 3 fette di pancarrè, bagnato nel latte e ben strizzato

Per il ripieno

domenica 29 dicembre 2013

Focaccia con cipolle e olive nere

Ieri sera, complice l'influenza che mi costringe a casa, ho preparato la focaccia con olive nere e cipolle, tipica delle mie parti: la Puglia!
In realtà, avevo promesso alla cara Silvana, autrice di un vero blog di cucina, che le avrei "postato", prima o poi, la ricetta di questa focaccia.
Infatti, essendo lei romagnola, certamente non conosce "la focaccia pugliese" in questione!
Detto fatto!

Focaccia ripiena di cipolle e olive nere

Premessa
Come dico sempre, non sono una cuoca, nè uno

sabato 28 dicembre 2013

Il Tronchetto di Natale


Ceppo intero

Miei cari, a me gli occhi, please!Ecco cosa ho preparato, per voi, questa mattina! Dei dolci natalizi "di casa mia", fa parte anche"Il Tronchetto di Natale". In realtà, è un dolce tipico della tradizione francese, con un suo significato preciso:con la classica forma di ceppo di legno, durante la sera del 24 dicembre riscalda, simbolicamente, il Bambino Gesù! Certamente, pur nella sua semplicità, prevede una lavorazione un pò lunga, ma una volta all'anno ce lo possiamo permettere!
La sua preparazione comprende tre fasi di realizzazione:

venerdì 20 dicembre 2013

Un augurio speciale



Natale è ormai alle porte e tutti, tra regali e cenoni vari, saremo super impegnati. Così, temendo l'affannosa corsa degli ultimi giorni, vorrei farvi il mio personale augurio di "Buone Feste".
Spero che, il prossimo Natale, riempia la nostra vita di tanti, seppur brevi, momenti di felicità!
Con l'avanzare dell'età, infatti, ho sempre pensato che la felicità non esistesse, aspirando alla più "stabile" serenità: quello stato di grazia permanente, del nostro animo! Ah, quanto mi sbagliavo!
Non è la felicità ad essere raminga nel nostro vivere quotidiano, bensì l'agognata serenità!
Quest'ultima, infatti, proprio per la caducità dell'esistenza umana, è impossibile da raggiungere.
Dietro l'angolo, inaspettatamente, con passo felpato, ci sarà sempre qualcosa o qualcuno, pronto a minarla! Meglio, allora, auspicare che la nostra vita sia colma di tanti piccoli cammei di felicità: quel moto interiore, un pò adolescenziale, ma che ci fa battere il cuore, aprendoci al sorriso.
Ecco, questo il mio augurio per voi, persone care che fate parte della mia vita o semplici conoscenti, che visitate il mio blog per curiosità.
Mi permetto, infine, di lasciarvi un pacco dono, il cui contenuto  vuole essere un invito per tutti noi:

"Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". E' la meravigliosa frase che, il sommo Dante Alighieri, scrive nel 26° canto dell'Inferno.Egli, si rivolge ad una determinata categoria di uomini, ma a me piace pensare che, ciascuno di noi, possa farne tesoro, innalzandolo a vessillo della nostra vita!
Buon Natale
Marta


lunedì 16 dicembre 2013

Per Natale: uno "gnocco" in cucina!




 Natale è ormai alle porte e tutti faremo e riceveremo un dono, piccolo o grande che sia.


Quest'anno, in merito, ho le idee chiare: sotto l'albero, mi piacerebbe trovare "uno gnocco in cucina"!! Niente paura, nulla di peccaminoso; vi svelo subito l'arcano. Da qualche tempo, in tv, non si parla d'altro e così, incuriosita, ho seguito l'argomento e ho scoperto, con un pò di stupore, che gli gnocchi in questione, non sono quelli di patate, ma aitanti giovanotti in carne ed ossa che, contattati dai clienti, prevalentemente donne e, dopo aver concordato un menu di cucina, si presentano a casa di quest' ultime con la borsa della spesa.




 A tale notizia, ho strabuzzato gli occhi! Poi, infatti, indossato il grembiulino: cucinano, servono a tavola e, dulcis in fundo, rimettono in ordine! Ma non è fantastico?


Questo sì che sarebbe un bel regalo!! Certo, il condizionale qui è d'obbligo, in quanto, a casa mia, ad attenderlo ci sarebbe anche il mio maritino che, in giacca e cravatta, accoglierebbe lo "gnocchetto tuttofare" con un bel matterello!!

 Scherzi a parte, amiche mie, non trovate che sia un bel dono per se stesse e gli altri? Immaginate le facce dei vostri ospiti, durante il cenone della vigilia: la tavola imbadita a festa,

i commensali eleganti e in rigoroso silenzio e gli "gnocchetti" belli e fumanti, nella loro "livrea", aggirarsi lungo la tavolata, tra una portata e l'altra! E la padrona di casa, che di solito sgobba da matti, si rilassa e sorride soddisfatta. Ma il costo, vi chiederete! Bè, potreste chiedere ai vostri ospiti, di fare una colletta. I loro soldi sarebbero ben spesi e farebbero un dono utile all' "angelo del focolare". La differenza con un, seppur buono, piatto di gnocchi alla sorrentina, è impagabile!!
E poi, come dicevano i saggi latini "semel in anno licet insanire": una volta all'anno è concesso "pazzià"!E allora, care mie, ditemi la vostra, in piena libertà.
Vi abbraccio.






giovedì 12 dicembre 2013

La gente che non mi piace




Qualche giorno fa, parlando con una persona a me cara e vicina,
Susy, questo il suo nomignolo affettuoso, mi diceva che non riesce a sopportare i maleducati. Ciò mi ha fatto riflettere non poco e sono giunta, ahimè, alla conclusione, che la mia "lista nera" è molto più lunga.
Infatti, ho serie difficoltà a tollerare, oltre i

lunedì 9 dicembre 2013

"Le sannacchiudere"

Che Natale sarebbe, per noi tarantini, senza i dolcissimi "sannacchiudere", che in italiano significa "si devono chiudere"? Li ho preparati questa mattina per la mia mamma che, abruzzese di nascita, non li sa fare!! Non sono altro che degli gnocchetti fritti, ricoperti di miele e codette colorate.
Somigliano un pò agli struffoli napoletani o ai porcedduzzi salentini, ma i nostri non prevedono uova e lievito chimico. Tutti ottimi, però!
Ricette, in merito, ce ne sono tante. La mia, che utilizzo da sempre, è quella della mia zia Rosetta, ormai ottantenne. La sua ricetta è su 1 kg di farina, ma all'epoca, in casa, erano davvero tanti.
Io, invece, mi sono limitata a dimezzare le dosi, adattandole alla "famiglia media" di oggi.
Sono, anche, un gradito pensiero per amici e parenti!!




Sannacchiudere tarantini


Ingredienti
  • 500 g di farina 00
  • 100 g di olio di oliva a crudo o sfumato con buccia di arancia (fatto raffreddare)
  • 1/2 bicchierino di  liquore anice
  • 1 arancia spremuta
  • un pò di garofano e cannella(facoltativi)
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1/2 cubetto di lievito di birra fresco (o una bustina di liofilizzato), sciolto in un pò di acqua o vino bianco tiepidi.
Per decorare
  • miele(circa 300/400 g), diluito con poca acqua calda
  • confettini o codette colorate
Procedimento
Nella farina a fontana(iniziate sempre con meno di 500 g) versate, man mano, tutti gli ingredienti, fino a formare un panetto liscio e morbido. L'impasto, se necessario, può essere lavorato con acqua o vino bianco, caldi.
Formate, così, dei bastoncini ( come per gli gnocchi) che dividerete a tocchetti.
Ogni tocchetto, andrà inciso leggermente con l'indice. Le più pratiche, li passano sulla parte liscia della grattugia!! Io noooo!!
Infine, friggeteli, pochi per volta, perchè si gonfiano, in abbondante olio di semi. L'olio caldo, non bollente!
Devono risultare dorati.
Scolateli bene su carta assorbente e,

giovedì 5 dicembre 2013

Crespelle al verde

Quello di oggi, è un primo veloce e gustoso. Addirittura, per chi è attento alla linea, un piatto unico da accompagnare con qualcosa di leggero. L'ho preparato ieri e il nome che gli ho dato, non fa una piega con il periodo di crisi che stiamo attraversando.
Ricordate sempre, che io non propongo ricette, ma solo "esperimenti di cucina", buona spero!!
Sono per la libertà di ciascuno di noi, nella vita come in cucina!!Quindi, potete trasformare una ricetta base, secondo i vostri gusti. Proprio come faccio io.
Premessa: le crespelle sono le crepes salate, tipo cannelloni. La loro realizzazione è semplice, ma vi do la ricetta che ho seguito.
Per una decina di crepes occorrono:
  • 250 ml di latte
  • 2 uova intere medie
  • 100 g di farina
  • un pò di sale
Mescolate il tutto, a mano o con robot etc.
Prendete una padellina, non grande, antiaderente, ungetela con poco olio o burro e riscaldatela bene.
Versate un mestolo di composto e roteate subito. Le crepes devono cuocere da entrambi i lati, dorate però, non bruciate!!!
Per il ripieno: io ho utlizzato carne macinata cotta, dadini di

martedì 3 dicembre 2013

Torta Girasole

Ciao a tutti!
Anche oggi un dolce da proporvi, appena sfornato! Vi prego di  non volermi male, se attento un pò alla vostra, anzi nostra, linea!! La vita è un piacere, sennò che piacere è...
Stamattina, come ormai da un pò, ho fatto il mio solito giretto in rete, soffermandomi sul mio blog preferito, dove trovo tante ricette alla portata e buoni consigli di cucina.Ma torniamo a noi.
 Giorni fa, dunque, l'occhio "golosino" è caduto su foto e ricetta di una invitante torta. Nulla di difficile, una classica torta di mele con aggiunta di marmellata di mandarini. Aspettavo, così, il momento giusto per preparala. Detto, fatto, ma...

lunedì 2 dicembre 2013

Paninetti farciti

Ucci ucci, sento odor di paninucci...
Che profumino! Lo sentite anche voi?

Prima


Appena sfornati




Bè, sono i miei paninetti appena sfornati. Gnam gnam...Dovete sapere che, durante le feste di Natale, mi piace fare i classici giochi di società. Così, io e mio marito, invitiamo parenti ed amici a casa nostra, soprattutto per il piacere di stare insieme e riscaldare i freddi pomeriggi invernali.
Ognuno di loro porta qualcosa, dalla bibita al dolce. Io, come "padrona di casa", offro le pettole, delle quali vi ho già parlato, e questi deliziosi paninetti, che

giovedì 28 novembre 2013

Bauletti con nutella

Bauletti con nutella


Voglio dimostarvi di volervi bene davvero. Così, ho appena sfornato questi piccoli bauletti, ripieni di nutella. Che profumo! Che sapore! La ricetta? La stessa pasta frolla di sempre, quella con la panna. Clicca Qui per la ricetta. Mi raccomando, prima di infornarli, chiudeteli bene con i rebbi di una forchetta.
Stavolta  l'ho dimenticato, rischiando di far fuoriuscire il ripieno.
Poi, dal momento che la nutella è già dolce, potete diminuire un pò la quantità di zucchero nell' impasto!!
Mio marito ha visto la foto appena postata e non vede l'ora di tornare a casa dall'ufficio...
Buona pausa caffè a tutti.
Baci

Firmato: T.V.B.

                                                

Spesso, mi capita di visitare un blog, la cui autrice, a giudicare dai suoi scritti, mi sembra una persona intelligente, di animo sensibile e di cultura.
Nella sua presentazione, aprendo il suo sito, fa riferimento a quelle che, secondo lei, sono le due "A" più importanti nella vita: Amore e Amicizia.
Ha proprio ragione!! Sulla A di amore, però,  non mi esprimo per non rischiare di essere scontata.
Personalmente, l' Amore l' ho trovato e lo vivo ogni giorno. Ritengo, dunque, giusto che a  "parlar d'amore", siano più bravi quelli che, purtroppo, non lo conoscono e lo immaginano solamente.
Certo, un discorso a parte meriterebbe l'innamoramento, ma questa è un' altra storia...
Parliamo, invece, dell' Amicizia.
Il brutto periodo che ho affrontato e del quale vi ho ampiamente parlato, mi ha fatto scoprire, ahimè, che i veri amici, sono quelli della nostra gioventù. Altruismo e pura dedizione, era quella!!
Ma oggi, dopo i 40 anni, dove sono andati? Una domanda mi frulla, da tempo,  nella testolina: gli amici attuali, saran mica quelli che chiudono ogni loro sms, con un insignificante, per me, "t.v.b"? Visto il suo uso smodato,  mi chiedo se conoscano, realmente,  il significato di quell' infantile acrostico! 
Essendo una patita di sms, ricevo tanti tvb a "piè di pagina", come fosse una firma, da persone ch frequento poco : per lo più colleghi e conoscenti. Allora, puntualmente, rispondo con un provocatorio "ti voglio bene anch' io". Al massimo si spaventano e, se non sentito, non lo scriveranno più!
Non voglio fare la morale ad alcuno, so di essere circondata da tante persone care e sincere, che il loro affetto me lo dimostrano, quando necessario, senza tanti giri di parole.
A tutti gli altri, invece, chiedo : con tutto il  bene che vi voglio, non firmatevi più con t.v.b. !!
Qualcuno è d' accordo con me?
Vi abbraccio

mercoledì 27 novembre 2013

Lasagna vegetariana

Prima
Dopo
Buon giorno, cari amici!
Oggi,  tutti a dieta! Nessuna ghiottoneria, ma una buona ricettina vegetariana : lasagna di verza!
L' ho vista preparare, giorni fa, in una nota trasmissione televisiva e, così, mi è venuta voglia di cucinarla ieri sera.
Il ripieno e tutta l' esecuzione, sono come per la preparazione della classica lasagna al ragù di carne.
Qui, però, al posto della pasta fresca, si utilizzano foglie di verza ( le più grandi ) precedentemente fatte sbollentare. Fare gli strati, riempirli a piacere e infine infornare per 20 / 25 minuti a 200° ventilato, un pò meno se forno statico: dipende dal vostro forno e gusto!!
Alla prossima mia ispirazione!

martedì 26 novembre 2013

Bocconotti moretti

Bocconotti

Quelli che vi propongo oggi, sono dei biscotti ripieni di cioccolato
che, dalle mie parti, si chiamano "bocconotti " perchè, in origine, talmente piccoli da mangiarli in un sol boccone!
Io,  li ho fatti con ciò che avevo in casa, ma si possono riempire di marmellata  o di nutella.
Stamattina, complice il freddo gelido,

lunedì 25 novembre 2013

Paura di morire, paura di vivere


Girasole nel buio della Vita
 

Prima di scrivere e pubblicare il post che segue, ho riflettuto a lungo. Sono, poi, giunta alla conclusione che un “blogger” è simile al “personaggio pubblico”, a differenza del quale, però,  attraverso i suoi post, sceglie deliberatamente di rendere pubblica,  non  la sua quotidianità, quanto i suoi pensieri e i suoi sentimenti, nel bene e nel male.
L’estate scorsa la ricorderò come la più dolorosa della mia vita,  fino ad oggi. A fine giugno ho scoperto, in modo brusco e inatteso, di avere quel “male” noto a molti, anche se della sua conoscenza ravvicinata faremmo  volentieri a meno, nascondendoci dietro l’ egoistico pensiero: “proprio a me deve capitare!”.
Così, a metà luglio,dopo affannose ricerche in tutta Italia e diversi consulti medici, sono stata operata nella bella città di Verona; operata e curata da persone straordinarie che non ringrazierò mai abbastanza. Tecnicamente, il mio calvario , conclusosi positivamente e definitivamente ( si spera! ), è durato un mese; fisicamente, invece,  ho ancora qualche strascico che rientra, però,  nella normalità di un decorso post operatorio di una certa entità. Ora, mi mancano il lavoro e i miei piccoli alunni, ma spero di tornare "in cattedra" ,  più in forma che mai, agli inizi del nuovo anno!
Ma torniamo alla mia paura, la mia musa ispiratrice! Bè,  la paura di morire l’ ho provata subito e in modo inatteso.
Di indole “fifona” e fatalista, raramente mi sono sottoposta a visite specialistiche. Sono perfino agofobica!!

Mi illudevo di essere immune, non tanto dal dolore, quanto dalla paura. Pensavo, scioccamente, “ lassù Qualcuno mi ama”.
Invece, quando ho dovuto, ex abrupto, affrontare ciò che mi stava accadendo, il terrore è stato grande e la solitudine pure.

Sì, la solitudine! Nella sofferenza, ti percepisci “solo contro tutti”, pensi di doverti difendere da chi ti circonda, perché credi ti nasconda la verità.
Con il passare dei giorni e prima di operarmi, la paura ha ceduto il posto alla rassegnazione. Ho scoperto, così, di essere forte nel fisico e nell’animo.

Da credente, non ho mai chiesto a Dio di "allontanare da me quel calice”, pur essendo, tuttora,  non arrabbiata, ma delusa da Lui! Quando, nei giorni precedenti il mio ricovero, io e il mio adorato Max ( mio marito ), vagavamo come anime in pena per le vie di Verona, alla ricerca di un po’ di normalità, per me era impossibile godere di ciò che vedevo. Persino la bella “ Arena di Verona”, simbolo della mia giovinezza che, con la famosa kermesse canora del “Festivalbar", ha allietato le estati della mia generazione, non riusciva ad emozionarmi. Avrò sognato mille volte, da adolescente inquieta e sognatrice, di trovarmi in quell'anfiteatro ad ascoltare e vedere i big della canzone!
Riuscivo solo a soffermarmi sugli anonimi turisti, provando un pizzico di gelosia, mai invidia, per quella loro inconsapevole e ostentata spensieratezza.

Conclusasi la degenza in ospedale, era la fine di luglio, tornata a casa, ad attendermi c’era un’altra dura prova, più lacerante della prima. In pochi giorni ho perso il mio papà, portato via da una malattia neurodegenerativa che colpisce gli anziani. Una malattia che, a 75 anni, lo aveva reso incapace delle più basilari azioni umane, un anziano “bambino”, bisognoso di tutto, senza memoria storica, se non un dedalo di ricordi confusi, che non riusciva più a riordinare nel tempo e nello spazio.
La sua malattia, però, mi ha permesso di avvicinarmi a lui in modo diverso, meno naturale, ma più intimo : imboccarlo, abbracciarlo, baciarlo, hanno rappresentato, per me, la possibilità di vedere mio padre, non più solo come figura genitoriale meramente normativa, ma esclusivamente affettiva.

Bel regalo, no!!
Mi fermo qui, non si può parlare del dolore intimo che lascia la perdita di una persona che hai amato e che continui ad amare “metafisicamente”.

Concludo, questa mia lunga pagina, così:
l’estate 2013 lascia un vuoto dentro di me.
 Rimarrà "la grande assente" del mio calendario.
La ricorderò, invece,  come quella  che mi ha fatto conoscere la paura di morire, lasciandomi, in eredità,  la paura di vivere, ma che non dovrà mai tramutarsi in " timore della Vita".

Grazie a tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 24 novembre 2013

Crostata della Domenica

Cari amici, quella di oggi  è l'ultima ricetta della settimana.
Tra qualche giorno, infatti, troverete un mio post molto meno "saporito", ma più sentimentale.
Dopo tanto tempo è stato il mio cuore ad essere ispirato e non la mia "gola"...




Che Domenica sarebbe senza un buon dolce? Quella che

venerdì 22 novembre 2013

Crostata Fedora

Ciao a tutte, anzi tutti!
Perchè mai dovremmo essere solo donne a parlar di cucina!
La cucina è come gli angeli: non ha sesso!!
Blasfema? No, golosa!
Scherzi a parte, quella che

Pettole di Santa Cecilia

Oggi, 22 novembre,  per noi tarantini è un giorno  importante: Santa Cecilia!
Patrona dei musicisti, S. Cecilia dà l'avvio alle festività natalizie: fin dalle prime ore del mattino, infatti, è possibile ascoltare la banda con le sue meravigliose pastorali natalizie, il cui suono si confonde con l'odore delle pettole, semplici frittelle ricoperte di zucchero.
Io le ho preparate questa mattina e ve le mostro, dandovi anche la ricetta da me "rivisitata" negli anni.

Ingredienti:
- 500 g di farina 00 (oppure metà manitoba e metà 00)
- un cucchiaino di sale (mai vicino al lievito!)
- un cubetto di lievito di birra o una bustina di liofilizzato, sciolto in
  un pò di acqua tiepida con 1 cucchiaino di zucchero, acqua tiepida
  (io aggiungo anche latte) quanta ne raccoglie, fino ad ottenere un
  impasto morbido e liscio, NON un panetto!

Procedimento:
L'impasto deve essere lavorato e "sbattuto" con una mano per un pò, fin quando risulti liscio, NON liquido, ma deve attaccarsi alla mano "a nastro", come diceva  mia nonna.
Coprirlo bene e farlo lievitare almeno 1 ora.
Trascorso questo tempo, mettere sul fuoco una padella con abbondante olio di arachide (è l'unico in grado di dorare bene e mantenere le alte temperature); quando l'olio sarà caldo versarvi le pettole, cioè palline, più o meno sferiche, che otterrete prendendo un pò di impasto con un cucchiaio.
Qui, ogni "donna tarantina" utilizza la sua tecnica: la mia è la più pratica, proprio come me!
Quando saranno dorate, scolarle e cospargerle di zucchero semolato.
Buon appetito!!

mercoledì 20 novembre 2013

Brioche dolce in...coronata

Ciao a tutti e soprattutto "Ben trovati",
dal momento che "ritorno" nel mio blog a distanza di un anno.
Le motivazioni del mio "esilio forzato", sono state di diversa natura e non molto felici, ma non sono qui a rattristare me con i ricordi e voi con le mie disavventure...
Mettiamola così: per la prima volta nella mia vita ho provato, in breve tempo, la paura e il dolore .
La paura di non poter più " vivere bene" e il dolore per la perdita di una persona cara: il mio papà!!
La prima è stata superata, lasciando il posto al "timore della Vita", la seconda deve ancora essere elaborata dal mio cuore e dai ricordi.
Ora, torniamo a noi.
Ieri ho preparato il bel dolce che ho fotografato per voi. E' una brioche enorme, la cui ricetta ho trovato su uno dei tanti blog di cucina, ma ho l'abitudine di personalizzare le ricette secondo la mia esperienza.
La mia brioche, pedonatemi la presunzione, è molto più bella!!
                                                           

Ingredienti per l’impasto:

- 300 g. farina manitoba
- 150 g. farina 00 (per dolci)
- 100 g. di zucchero (io 80, dipende dalla marmellata che si usa)
- 2 uova intere medie
- 175 ml di latte tiepido
- 1 cubetto di lievito di birra, mezzo bicchierino di Rhum
   (facoltativo, ma  ottimo!!)
- mezzo cucchiaino di sale
Procedimento:
Versare, nel latte tiepido, un cucchiaino di zucchero e il lievito sbriciolato da sciogliere BENE. A parte, la farina a fontana mescolata con il sale (quest’ultimo non deve mai toccare il lievito) e al centro mettere le uova (a t. ambiente) leggermente sbattute, lo zucchero, il burro morbido(non di frigorifero) a dadini (io ho usato la margarina) e il rhum. Aggiungete, a filo, il latte con il lievito sciolto.Lavorate gli ingredienti con un cucchiaio di legno e poi formate un panetto morbido e mettetelo a lievitare al calduccio, per 2 ore.Trascorso questo tempo, dividete l’impasto in 3 panetti,  ognuno dei quali tirerete a sfoglia rotonda che cospargerete di marmellata ( 1 cucchiaio per ogni cilindro di pasta ) a vostro gusto (anche nutella). Chiudeteli arrotolandoli, formando così 3 cilindri che unirete a treccia e, ancora, chiudendo la treccia “a corona”. Spennellate la brioche con un uovo sbattuto con un cucchiaino di zucchero a velo. Fate lievitare ancora 1 ora.Poi, infornate a 180° per 25 minuti circa (la crosticina deve essere lucida e dorata bene). Una volta tiepida , cospargetela con zucchero a velo.
E’ morbida anche il giorno dopo…

martedì 19 novembre 2013

Treccia di Natale salata

Ricettina della vigilia di Natale

Tra poco festeggeremo il Santo Natale e così ho pensato di regalarvi questa ricetta che vi farà fare bella figura con i vostri ospiti.
Personalmente, ogni anno sono solita portarla a casa dei miei parenti la notte di Natale.
E'  di buon augurio, perchè un pò dolce e un pò salata come la Vita, fa bella figura al centro della