giovedì 28 novembre 2013

Bauletti con nutella

Bauletti con nutella


Voglio dimostarvi di volervi bene davvero. Così, ho appena sfornato questi piccoli bauletti, ripieni di nutella. Che profumo! Che sapore! La ricetta? La stessa pasta frolla di sempre, quella con la panna. Clicca Qui per la ricetta. Mi raccomando, prima di infornarli, chiudeteli bene con i rebbi di una forchetta.
Stavolta  l'ho dimenticato, rischiando di far fuoriuscire il ripieno.
Poi, dal momento che la nutella è già dolce, potete diminuire un pò la quantità di zucchero nell' impasto!!
Mio marito ha visto la foto appena postata e non vede l'ora di tornare a casa dall'ufficio...
Buona pausa caffè a tutti.
Baci

Firmato: T.V.B.

                                                

Spesso, mi capita di visitare un blog, la cui autrice, a giudicare dai suoi scritti, mi sembra una persona intelligente, di animo sensibile e di cultura.
Nella sua presentazione, aprendo il suo sito, fa riferimento a quelle che, secondo lei, sono le due "A" più importanti nella vita: Amore e Amicizia.
Ha proprio ragione!! Sulla A di amore, però,  non mi esprimo per non rischiare di essere scontata.
Personalmente, l' Amore l' ho trovato e lo vivo ogni giorno. Ritengo, dunque, giusto che a  "parlar d'amore", siano più bravi quelli che, purtroppo, non lo conoscono e lo immaginano solamente.
Certo, un discorso a parte meriterebbe l'innamoramento, ma questa è un' altra storia...
Parliamo, invece, dell' Amicizia.
Il brutto periodo che ho affrontato e del quale vi ho ampiamente parlato, mi ha fatto scoprire, ahimè, che i veri amici, sono quelli della nostra gioventù. Altruismo e pura dedizione, era quella!!
Ma oggi, dopo i 40 anni, dove sono andati? Una domanda mi frulla, da tempo,  nella testolina: gli amici attuali, saran mica quelli che chiudono ogni loro sms, con un insignificante, per me, "t.v.b"? Visto il suo uso smodato,  mi chiedo se conoscano, realmente,  il significato di quell' infantile acrostico! 
Essendo una patita di sms, ricevo tanti tvb a "piè di pagina", come fosse una firma, da persone ch frequento poco : per lo più colleghi e conoscenti. Allora, puntualmente, rispondo con un provocatorio "ti voglio bene anch' io". Al massimo si spaventano e, se non sentito, non lo scriveranno più!
Non voglio fare la morale ad alcuno, so di essere circondata da tante persone care e sincere, che il loro affetto me lo dimostrano, quando necessario, senza tanti giri di parole.
A tutti gli altri, invece, chiedo : con tutto il  bene che vi voglio, non firmatevi più con t.v.b. !!
Qualcuno è d' accordo con me?
Vi abbraccio

mercoledì 27 novembre 2013

Lasagna vegetariana

Prima
Dopo
Buon giorno, cari amici!
Oggi,  tutti a dieta! Nessuna ghiottoneria, ma una buona ricettina vegetariana : lasagna di verza!
L' ho vista preparare, giorni fa, in una nota trasmissione televisiva e, così, mi è venuta voglia di cucinarla ieri sera.
Il ripieno e tutta l' esecuzione, sono come per la preparazione della classica lasagna al ragù di carne.
Qui, però, al posto della pasta fresca, si utilizzano foglie di verza ( le più grandi ) precedentemente fatte sbollentare. Fare gli strati, riempirli a piacere e infine infornare per 20 / 25 minuti a 200° ventilato, un pò meno se forno statico: dipende dal vostro forno e gusto!!
Alla prossima mia ispirazione!

martedì 26 novembre 2013

Bocconotti moretti

Bocconotti

Quelli che vi propongo oggi, sono dei biscotti ripieni di cioccolato
che, dalle mie parti, si chiamano "bocconotti " perchè, in origine, talmente piccoli da mangiarli in un sol boccone!
Io,  li ho fatti con ciò che avevo in casa, ma si possono riempire di marmellata  o di nutella.
Stamattina, complice il freddo gelido,

lunedì 25 novembre 2013

Paura di morire, paura di vivere


Girasole nel buio della Vita
 

Prima di scrivere e pubblicare il post che segue, ho riflettuto a lungo. Sono, poi, giunta alla conclusione che un “blogger” è simile al “personaggio pubblico”, a differenza del quale, però,  attraverso i suoi post, sceglie deliberatamente di rendere pubblica,  non  la sua quotidianità, quanto i suoi pensieri e i suoi sentimenti, nel bene e nel male.
L’estate scorsa la ricorderò come la più dolorosa della mia vita,  fino ad oggi. A fine giugno ho scoperto, in modo brusco e inatteso, di avere quel “male” noto a molti, anche se della sua conoscenza ravvicinata faremmo  volentieri a meno, nascondendoci dietro l’ egoistico pensiero: “proprio a me deve capitare!”.
Così, a metà luglio,dopo affannose ricerche in tutta Italia e diversi consulti medici, sono stata operata nella bella città di Verona; operata e curata da persone straordinarie che non ringrazierò mai abbastanza. Tecnicamente, il mio calvario , conclusosi positivamente e definitivamente ( si spera! ), è durato un mese; fisicamente, invece,  ho ancora qualche strascico che rientra, però,  nella normalità di un decorso post operatorio di una certa entità. Ora, mi mancano il lavoro e i miei piccoli alunni, ma spero di tornare "in cattedra" ,  più in forma che mai, agli inizi del nuovo anno!
Ma torniamo alla mia paura, la mia musa ispiratrice! Bè,  la paura di morire l’ ho provata subito e in modo inatteso.
Di indole “fifona” e fatalista, raramente mi sono sottoposta a visite specialistiche. Sono perfino agofobica!!

Mi illudevo di essere immune, non tanto dal dolore, quanto dalla paura. Pensavo, scioccamente, “ lassù Qualcuno mi ama”.
Invece, quando ho dovuto, ex abrupto, affrontare ciò che mi stava accadendo, il terrore è stato grande e la solitudine pure.

Sì, la solitudine! Nella sofferenza, ti percepisci “solo contro tutti”, pensi di doverti difendere da chi ti circonda, perché credi ti nasconda la verità.
Con il passare dei giorni e prima di operarmi, la paura ha ceduto il posto alla rassegnazione. Ho scoperto, così, di essere forte nel fisico e nell’animo.

Da credente, non ho mai chiesto a Dio di "allontanare da me quel calice”, pur essendo, tuttora,  non arrabbiata, ma delusa da Lui! Quando, nei giorni precedenti il mio ricovero, io e il mio adorato Max ( mio marito ), vagavamo come anime in pena per le vie di Verona, alla ricerca di un po’ di normalità, per me era impossibile godere di ciò che vedevo. Persino la bella “ Arena di Verona”, simbolo della mia giovinezza che, con la famosa kermesse canora del “Festivalbar", ha allietato le estati della mia generazione, non riusciva ad emozionarmi. Avrò sognato mille volte, da adolescente inquieta e sognatrice, di trovarmi in quell'anfiteatro ad ascoltare e vedere i big della canzone!
Riuscivo solo a soffermarmi sugli anonimi turisti, provando un pizzico di gelosia, mai invidia, per quella loro inconsapevole e ostentata spensieratezza.

Conclusasi la degenza in ospedale, era la fine di luglio, tornata a casa, ad attendermi c’era un’altra dura prova, più lacerante della prima. In pochi giorni ho perso il mio papà, portato via da una malattia neurodegenerativa che colpisce gli anziani. Una malattia che, a 75 anni, lo aveva reso incapace delle più basilari azioni umane, un anziano “bambino”, bisognoso di tutto, senza memoria storica, se non un dedalo di ricordi confusi, che non riusciva più a riordinare nel tempo e nello spazio.
La sua malattia, però, mi ha permesso di avvicinarmi a lui in modo diverso, meno naturale, ma più intimo : imboccarlo, abbracciarlo, baciarlo, hanno rappresentato, per me, la possibilità di vedere mio padre, non più solo come figura genitoriale meramente normativa, ma esclusivamente affettiva.

Bel regalo, no!!
Mi fermo qui, non si può parlare del dolore intimo che lascia la perdita di una persona che hai amato e che continui ad amare “metafisicamente”.

Concludo, questa mia lunga pagina, così:
l’estate 2013 lascia un vuoto dentro di me.
 Rimarrà "la grande assente" del mio calendario.
La ricorderò, invece,  come quella  che mi ha fatto conoscere la paura di morire, lasciandomi, in eredità,  la paura di vivere, ma che non dovrà mai tramutarsi in " timore della Vita".

Grazie a tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 24 novembre 2013

Crostata della Domenica

Cari amici, quella di oggi  è l'ultima ricetta della settimana.
Tra qualche giorno, infatti, troverete un mio post molto meno "saporito", ma più sentimentale.
Dopo tanto tempo è stato il mio cuore ad essere ispirato e non la mia "gola"...




Che Domenica sarebbe senza un buon dolce? Quella che

venerdì 22 novembre 2013

Crostata Fedora

Ciao a tutte, anzi tutti!
Perchè mai dovremmo essere solo donne a parlar di cucina!
La cucina è come gli angeli: non ha sesso!!
Blasfema? No, golosa!
Scherzi a parte, quella che

Pettole di Santa Cecilia

Oggi, 22 novembre,  per noi tarantini è un giorno  importante: Santa Cecilia!
Patrona dei musicisti, S. Cecilia dà l'avvio alle festività natalizie: fin dalle prime ore del mattino, infatti, è possibile ascoltare la banda con le sue meravigliose pastorali natalizie, il cui suono si confonde con l'odore delle pettole, semplici frittelle ricoperte di zucchero.
Io le ho preparate questa mattina e ve le mostro, dandovi anche la ricetta da me "rivisitata" negli anni.

Ingredienti:
- 500 g di farina 00 (oppure metà manitoba e metà 00)
- un cucchiaino di sale (mai vicino al lievito!)
- un cubetto di lievito di birra o una bustina di liofilizzato, sciolto in
  un pò di acqua tiepida con 1 cucchiaino di zucchero, acqua tiepida
  (io aggiungo anche latte) quanta ne raccoglie, fino ad ottenere un
  impasto morbido e liscio, NON un panetto!

Procedimento:
L'impasto deve essere lavorato e "sbattuto" con una mano per un pò, fin quando risulti liscio, NON liquido, ma deve attaccarsi alla mano "a nastro", come diceva  mia nonna.
Coprirlo bene e farlo lievitare almeno 1 ora.
Trascorso questo tempo, mettere sul fuoco una padella con abbondante olio di arachide (è l'unico in grado di dorare bene e mantenere le alte temperature); quando l'olio sarà caldo versarvi le pettole, cioè palline, più o meno sferiche, che otterrete prendendo un pò di impasto con un cucchiaio.
Qui, ogni "donna tarantina" utilizza la sua tecnica: la mia è la più pratica, proprio come me!
Quando saranno dorate, scolarle e cospargerle di zucchero semolato.
Buon appetito!!

mercoledì 20 novembre 2013

Brioche dolce in...coronata

Ciao a tutti e soprattutto "Ben trovati",
dal momento che "ritorno" nel mio blog a distanza di un anno.
Le motivazioni del mio "esilio forzato", sono state di diversa natura e non molto felici, ma non sono qui a rattristare me con i ricordi e voi con le mie disavventure...
Mettiamola così: per la prima volta nella mia vita ho provato, in breve tempo, la paura e il dolore .
La paura di non poter più " vivere bene" e il dolore per la perdita di una persona cara: il mio papà!!
La prima è stata superata, lasciando il posto al "timore della Vita", la seconda deve ancora essere elaborata dal mio cuore e dai ricordi.
Ora, torniamo a noi.
Ieri ho preparato il bel dolce che ho fotografato per voi. E' una brioche enorme, la cui ricetta ho trovato su uno dei tanti blog di cucina, ma ho l'abitudine di personalizzare le ricette secondo la mia esperienza.
La mia brioche, pedonatemi la presunzione, è molto più bella!!
                                                           

Ingredienti per l’impasto:

- 300 g. farina manitoba
- 150 g. farina 00 (per dolci)
- 100 g. di zucchero (io 80, dipende dalla marmellata che si usa)
- 2 uova intere medie
- 175 ml di latte tiepido
- 1 cubetto di lievito di birra, mezzo bicchierino di Rhum
   (facoltativo, ma  ottimo!!)
- mezzo cucchiaino di sale
Procedimento:
Versare, nel latte tiepido, un cucchiaino di zucchero e il lievito sbriciolato da sciogliere BENE. A parte, la farina a fontana mescolata con il sale (quest’ultimo non deve mai toccare il lievito) e al centro mettere le uova (a t. ambiente) leggermente sbattute, lo zucchero, il burro morbido(non di frigorifero) a dadini (io ho usato la margarina) e il rhum. Aggiungete, a filo, il latte con il lievito sciolto.Lavorate gli ingredienti con un cucchiaio di legno e poi formate un panetto morbido e mettetelo a lievitare al calduccio, per 2 ore.Trascorso questo tempo, dividete l’impasto in 3 panetti,  ognuno dei quali tirerete a sfoglia rotonda che cospargerete di marmellata ( 1 cucchiaio per ogni cilindro di pasta ) a vostro gusto (anche nutella). Chiudeteli arrotolandoli, formando così 3 cilindri che unirete a treccia e, ancora, chiudendo la treccia “a corona”. Spennellate la brioche con un uovo sbattuto con un cucchiaino di zucchero a velo. Fate lievitare ancora 1 ora.Poi, infornate a 180° per 25 minuti circa (la crosticina deve essere lucida e dorata bene). Una volta tiepida , cospargetela con zucchero a velo.
E’ morbida anche il giorno dopo…

martedì 19 novembre 2013

Treccia di Natale salata

Ricettina della vigilia di Natale

Tra poco festeggeremo il Santo Natale e così ho pensato di regalarvi questa ricetta che vi farà fare bella figura con i vostri ospiti.
Personalmente, ogni anno sono solita portarla a casa dei miei parenti la notte di Natale.
E'  di buon augurio, perchè un pò dolce e un pò salata come la Vita, fa bella figura al centro della